ominouovo

commessa, dobermann munita, pendolare a Roma, mamma, What else?

Tag: svezzamento

IL NUOTO POLDICO

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I 6 mesi sono un po’ i 18 anni dei neonati. Iniziano a poter fare un sacco di cose che anche prima avrebbero potuto fare ma secondo l’ordine monastico dei pediatri in qualche modo era sempre “troppo presto” o “troppo piccolo”.

– Iniziamo lo svezzamento?

– Quanto ha il bambino?

– 6 mesi

– ah si, allora ok.

– Posso iniziare a fargli sentire gli Iron Maiden?

– quanto ha il bambino?

– 6 mesi

. ah si allora ok

– Posso fargli guidare Shaqui?

– Shaqui cos’è?

– il cane

– è grande?

– un pochino….ed è anche appuntito…e nero e adora Pluto.

– quanto ha il bambino?

-6 mesi

– ah si allora ok. 

Poldino, compiuti 6 mesi, ha iniziato a fare un sacco di cose, svezzamento, guide su Shaqui, e nuoto. Il nuoto si può iniziare anche da prima ma tra vaccini, file e assurdità il caso ha voluto che iniziasse questa domenica. Come già spiegato non abbiamo scelto nessun corso di acquaticità neonatale (l’unico orario che andava bene era per bambini dai 12 ai 24 mesi) ma NUOTO LIBERO PER FAMIGLIE la domenica mattina così posso insegnarglielo io direttamente. Insomma, metà vita passata in piscina e 5 anni a insegnare nuoto ai bambini saranno serviti a qualcosa no? Nessun abbonamento forzato, si paga la singola entrata. Col bambino può entrare chi vuole, mamma e papà insieme e per chi lo desidera tutto il parentado.

Ehi che fine ha fatto Zia Ughetta?

– Non lo so, mi pare di aver visto delle bolle in corsia 6

.- E nonna Gina? Qualcuno ha visto nonna Gina?

– So’ qua!! Levateve che ve faccio vedè io come si fa il tuffo a bomba! Ma prima…me sembrate un po’ deperiti, ve faccio due polpettine al sugo che dite?

Insomma: anche no. IO, LUI E POLDINO andava bene. Solo noi e nessun altro. Era il nostro intimo momento. Se avessi potuto avrei portato pure Shaqui ma non credo sarei riuscita a mimetizzarlo come un bambino dai denti un po’ appuntiti.

Il NUOTO LIBERO PER FAMIGLIE la domenica mattina è il PANICO PIù TOTALE. Non tanto per i bambini, di diverse età e tutti più o meno contenti di entrare in acqua, ma per la mamma e il papà

La mamma dà il meglio di sè negli spogliatoi. Non si è una vera mamma finché non ne hai provato uno.

– C’è quella con due figli. Uno lo incolla seduto alla panchina, l’altro lo istruisce tipo soldato “Se prova a scappare sai cosa devi fare…

– C’è quella con una sola figlia, la fuggitiva, che di default corre. Non si sa dove voglia andare ma se ci va, ci va correndo. E a questo punto si insinua il dubbio che forse era meglio il campo d’atletica che la piscina.

– c’è “la privilegiata” quella che è venuta con l’aiuto: la nonna, la suocera, la zia, una passante. Invidiata da tutti, ma se le stai simpatica può essere che “ti presti” l’aiutante.

– Poi ci sono io che a quell’ora ero l’unica con un bambino così piccolo e la mia paura non era che potesse fuggire, ma che volesse farmi vedere come ci si butta a volo d’angelo dal ripiano fortuito che ho trovato per poggiarlo. Ho tirato fuori tutte le mie abilità da giocatrice assidua di TWISTER  e tenendo ben salda la mano sinistra sul GIALLO OMINO UOVO, col piede destro toglievo le scarpe e con l’altra mano mi preparavo.

Di papà ce ne sono diversi

– quelli bisognosi di caraffe di caffè e frustrati perchè sono passati dall’incastro della “DOMENICA SI VA A MESSA”  a quello “LA DOMENICA si FA NUOTO COL PUPO”.

– quelli che vengono soli e che, passati i pirmi 10 minuti di gioia e felicità per il solo fatto che il bimbo non sia ancora annegato, passano istantaneamente alla competizione con altri papà

PAOLINO quei 2 metri a CAGNOLINO li devi fà più veloce! Facciamo vedere quanto sei forte!

“A chi lo dobbiamo far vede papà?” 

A quella con la cuffia de Peppa Pigghe! Fajelo vede Paolì! Fajelo vedè che tu sei più veloce!”

“Ma papà! Non vedi che quella bimba è piccola e c’ha DUE braccioli?”

“Buahahah, c’ha DUE braccioli e tu UNO! Vai Paolì, vai e vinciiii! A PEPPAPIGGGGHEEEE arrenditi!

– quelli che se non fai il video mentre annega da mandare ad amici e parenti non sono contenti. E se non annega bene lo vogliono rifare

– E poi c’è Lui, Cro, organizzatissimo e pronto ad attendere “il passaggio del testimone” fuori dagli spogliatoi femminili. Gli si sono illuminati gli occhi quando mi ha visto uscire VIVA con Poldino ancora VIVO. Re dell’ agonismo a tutti i costi sapeva che IL NUOTO e l’ACQUA erano ROBA MIA e quindi sarebbe dovuto sottostare alle mie regole.

OGGI GIOCHIAMO E FACCIAMO LE COSE CON CALMA, NON DEVE PER FORZA ANDARE SOTT’ACQUA

Bene. Fu così che Poldino nel giro di dieci minuti fece TRE IMMERSIONI. Un Poldino SUBBBBBAQQUO. Stando ai consigli di amiche istruttrici e i miei fedelissimi videoturorial il trucco è “maneggiarlo” tipo aeroplanino in picchiata e soffiargli DELICATAMENTE in faccia un attimo prima di andare sotto, così lui inspira e trattiene il fiato. Detto così è da servizi sociali ma giuro che ha funzionato e pure bene!

Una volta risalito a galla, la Poldino-espressione dice chiaramente “AO, CHECCCAZZO è SUCCESSO??” e non sai bene se sta per piangere o ridere. Dipende tutto da te. A questo punto parti con un PIMPIRIPETTENNUSSA in loop (unica canzoncina che mi veniva in mente) e l’espressione col labbruccio all’ingiù diventa subito risata. Gli dai il tempo di ridere quei 2-3 nanosecondi e via con la seconda immersione

“QUESTO NON ERA UN SOFFIO, ERA UN TORNADO DEL NEBRASKA!”

“MA COSì PRENDE PIù ARIA!”

e su di nuovo! Indecisione del labbruccio e…

“SONO LO SQUALO MANGIAFRUTTA!”

“MA NON ERA IL LUPO?”

“NO ERA LO SQUALO”

“NO TE DICO CHE ERA IL LUPO?”

“TE STAI A CONFONNE CON SHAQUI. A SHAQUI PIACE LA MELA”

“E A ME L’AMATRICIANA….MA CHE C’ENTRA!?”

E intanto Poldino se la rideva e sotto lo sguardo attonito degli altri genitori (soprattutto del padre di Paolino) ha fatto la terza immersione.

Felici e soddisfatti, tra mezze docce sprint (mezze per davvero perché con Poldino in braccio riesco a sciacquare solo la mia e la sua schiena), usciamo aspettando con ansia l’effetto piscina: LA DORMITA ISTANTANEA del PUPO. Che non arrivò. O meglio, ha dormito profondamente per circa 10 minuti. Le successive CINQUE ORE ha canticchiato robe non meglio definite. Forse erano gli Iron Maiden.

Evviva Poldino. Evviva lo squalo mangiafrutta.

LA PRIMA PAPPA, UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

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C’erano una volta una patata, una carota e una zucchina…e poi una mamma (che tanto mamma non è) che è riuscita a toppare alla grande il primo BRODO VEGETALE per il figlio.

– E’ facilissimo 

dicevano

E’ ‘na cazzata

– mi illudevano

Sapevo che il momento prima o poi sarebbe arrivato: quello di fare i conti con le tue NON DOTI in cucina. Non ho mai adorato cucinare, o meglio, la torta con l’amica la vedo ancora come una cosa YEEEE CHE FIGO, ma poi odi aspettare che le cose si amalgamino, cuociano, si lessino. Insomma, dopo un po’ ti annoi come tutte le cose che inizi a fare. Ho avuto il “gran culo” (perché solo così posso chiamarlo) di aver un compagno che invece è un mostro dei fornelli. Io ci provo a fare la mia carbonara e la mia amatriciana e non vengono male ….ma i suoi piatti sono decisamente meglio. Quindi fin ora le cose stavano così: lui cucinava, io facevo il resto. Ma con un figlio è diverso. Se avessi chiesto a Lui di preparargli la prima pappa credo sarei stata radiata dall’albo delle mamme. Con un figlio le cose cambiano. Con un figlio, cara Cri, devi entrare in quella stanza chiamata CUCINA

E il giorno è arrivato.

“Da domani iniziamo con la pappa” 

sentenziò la pediatra.

Allora per preparare 150 ml di brodo (1 porzione poldica) fai bollire una carota, una patata, una zucchina nel doppio dell’acqua e poi…bla bla bla..crema di riso, parmigiano, olio bla bla, frutta.

Ho preso appunti su dosi e ingredienti con la stessa ansia e apprensione di una ricercatrice di Harvard alle prese con una nuova sensazionale scoperta. Ho chiesto alle poche amiche mamme che ho “COME FACEVANO” ma la cosa peggiorò perché alcune dicevano una cosa e altre un’altra

– io faccio bollire una carota, una patata, una zucchina in 1 litro d’acqua per un’ora e mezza circa e poi raccolgo il brodo

– Io in 500 ml d’acqua e uso anche una foglia di lattuga

e non tranquilla mi sono vista una serie di VIDEO TUTORIAL su YouTube manco fosse la sesta stagione di Breaking Bad in inglese.  E menomale che ho visto i video…

– AH! LE VERDURE VANNO TAGLIATE GROSSOLANAMENTE! 

Perchè tu saresti stata capace di lanciare tipo sasso UNA CAROTA, UNA PATATA e UNA ZUCCHINA proprio come “mamma le ha fatte”.

A complicare la cosa fu il fatto che il primo giorno di svezzamento coincideva con quel giorno della settimana in cui CASA la vediamo solo in cartolina: il sabato. Tra addestramento di Shaqui e giri vari quello è l’unico giorno della settimana in cui sembriamo più NOMADI del solito.

 – “Il bambino dovrebbe iniziare la prima pappa in un ambiente tranquillo e rilassato”

ecco, noi già tradiamo la prima regola.

Quindi dopo aver più o meno capito in che consiste un brodo vegetale ho dovuto cercare di capire come organizzarsi con la prima pappa FUORI CASA e come fare PER PREPARARNE DI Più da congelare per risparmiare tempo.

Ho cercato su Google:

  • “prima pappa in mezzo a ‘na strada”
  • “prima pappa sull’Himalaya”
  • “Conserve di prima pappa per una futura guerra nucleare: quanti ingredienti? Quanta acqua?”

Alla fine, tra forum, libri della giungla e intuizione ho fatto come faccio sempre: A CASACCIO!

Mi sono preparata tutto, grembiulino, tagliere, coltello, con la stessa tensione della finale di MasterChef.  Ho avvisato pure un’amica che Poldino avrebbe iniziato lo svezzamento e dovevo preparare il brodo vegetale. Quando mi ha chiesto di mandarle il video non sapevo se intendesse quello di lui che mangia o di me che faccio il brodo. Era la prima volta per entrambi.

Vabeh insomma, PRIMO TENTATIVO: FALLITO. Ho messo troppa poca acqua ed è evaporato tutto. Non c’era più nulla, solo le verdure lessate. Volevo autodenunciarmi al telefono azzurro. Non mi sono mai sentita così fallita in vita mia.

Guarda che ho preso il brodo già pronto!”

No! Lo voglio fare io! Ormai è una questione di orgoglio!

SECONDO TENTATIVO: meglio, ma non abbastanza. Il brodo era venuto. Ma distillato. Bastava forse per un goccetto di grappa.

Al TERZO TENTATIVO mi sono incazzata e ho preso la pentola più grossa che avevo, ho tagliuzzato tutte le patate, zucchine e carote rimaste (non molte ormai) e le ho messe in litrate d’acqua. Ora ho 10 vasetti monoporzione di brodo vegetale surgelato FATTO DA ME! Sono andata a letto a mezzanotte senza cenare (ci mancava solo che cucinassi qualcosa per noi….sia mai…) ma ce l’ho fatta! La cucina sembrava un laboratorio di esperimenti per futuri CAKE DESIGNER….ma ce l’avevo fatta! MI SENTIVO MAMMA!

Sono diventata così esperta che mi sono portata avanti per quando, oltre al brodo, dovrà mangiare anche il passato di verdure schiacciate e ho preparato pure quello. Siccome dovrà prenderne 2-3-cucchiai ma non ho MILLE MILA micro contenitori da 2-3- cucchiai l’ho congelato nel contenitore per i CUBETTI DEL GHIACCIO e quando sarà l’ora dell’aperitivo

– CHE PRENDI?

– IO ‘NO SPRITZ…

– CI VUOI I CUBETTI DI GHIACCIO?

– SI, DUE GRAZIE

– TU POLDINO?

– IL SOLITO: BRODO VEGETALE CON CREMA DI RISO E SOLITE COSE

– CUBETTI?

– SI, DUE ANCHE PER ME, QUELLI VERDOGNOLI PERÒ. ALTRI.

Fu così che vissero per sempre felici e contenti.

P.s. Se vi state chiedendo se Poldino ha apprezzato la prima pappa: SI, MOLTO ma solo se lo diverti. Ovvero mentre lo imbocchi devi muovere il collo a destra e sinistra tipo le ragazze del BRONX dei film americani che parlano così, con la mano sui fianchi e l’indice che ti punta. Shaqui, per mangiare più volentieri, vuole il parmigiano sui croccantini e Poldino vuole l’ambientazione da ghetto newyorchese. Se la cosa peggiora chiamerò SPIELBERG.

Evviva Poldino, Evviva i video-tutorial.

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