ominouovo

commessa, dobermann munita, pendolare a Roma, mamma, What else?

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SHAQUI C’è POSTA PER TE

Caro Shaqui,

ho ricevuto la tua lettera e , sebbene non sia mia usanza farlo, ho deciso di risponderti. Per farlo al meglio riprenderò alcune tue frasi.

“Quest’anno sono stato molto buono, anzi buonissimo, e so che tu puoi confermarlo”

Allora, ti ho osservato a lungo quest’anno. Ci sono stati dei giorni in cui hai fatto un po’ il despota: (ad esempio quello in cui hai ringhiato a due cani dall’altra parte della strada che stavano litigando per i fatti loro. Si sono azzittiti, è vero, ma dovresti capire che il tuo messaggio sulla NON VIOLENZA non funziona se lo comunichi ringhiando), e giorni in cui sei stato più buono. Lo devo ammettere. Anzi, più che buono direi BRAVO.

Bravo ad imparare. Bravo ad adattarti ai cambiamenti. E di cambiamenti nei hai vissuti tanti quest’anno. Sei passato da una situazione in cui eri l’erede indiscusso di casa, dove ogni gioco era tuo e se era un giorno in cui non si lavorava andavi a passare l’ultima ora di sonno nel lettone a una situazione in cui non sei più l’EREDE ma il FRATELLO MAGGIORE di un Poldino che ancora non comunica, a cui vengono dati dei giochi, non molto diversi dai tuoi, che non puoi distruggere, e il lettone ormai è solo un ricordo. Non è stato facile, lo so, ma ce l’hai fatta.

Hai capito che la “tua coppia di amici” non ti voleva mettere da parte. Anzi, ora hai una copertina calda tutta tua ai piedi del letto così dormite comunque tutti insieme. A volte vi guardo. Che belli che siete, sembrate il remake della grotta di Betlemme. Tu fai ASINELLO&BUE messi insieme. Hai imparato a distinguere i tuoi pupazzi da quelli di Poldino e nonostante ogni tanto la tentazione sia forte…ancora non hai distrutto il pupazzo sbagliato. Sei stato davvero bravo. MA so che puoi fare di più.
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Ho sempre dato il buon esempio a quel cucciolo d’uomo: finisco la pappa che lui non finisce per fargli capire che deve mangiare tutto. Quando vedo le bottiglie di plastica in giro per strada corro a prenderle perchè vanno messe negli appositi contenitori, così pure come con i rotoli finiti di carta igienica. Scappo dall’aspirapolvere perchè è un nemico e deve saperlo. Insomma, sto facendo il bravo fratello“.

Uhmm, ho qualche perplessità a riguardo. Ho sempre creduto che ti piacesse da matti la pappa di Poldino, soprattutto la mela grattuggiata. Sei sempre stato amante delle mele. Credevo prendessi le bottiglie di plastica perchè ti piace il rumore che fanno,

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che distruggessi i rotoli di carta igienica perchè ti piace spezzettare la carta e soprattutto….l’aspirapolvere. Non è un nemico! Non vedi che adesso anche Poldino piange quando l’aspirapolvere è accesa? Come fa quella bambina bionda a pulire casa se ogni volta che accende quell’elettrodomestico tu ti arrampichi sulle sedie e lui per imitarti la imbruttisce e poi piange? E’ vero, esiste Roomba, che pulisce da sola e in silenzio…ma parliamoci sinceramente: quanti giorni di vita avrebbe con te? Sicuro che riusciresti a non morderla e o mutilarla come hai fatto con tutti i tuoi PLUTO?
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Per Natale vorrei due cose, anzi no, tre:

1) UNA MELA coi canditi

mi sembra giusto. Gli umani hanno Pandoro o Panettone e a te la mela. Credo si possa fare.. non posso garantire sui canditi: devo prima avere l’ok dal mio veterinario.

2) un PLUTO GIGANTE in TITANIO resistente a qualsiasi morso o lancio
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Questo è un regalo impegnativo, ma chiederò ai folletti laureati in tecnologia nucleare di progettarne uno apposta per te. Mi raccomando: se dovesse arrivare LA TESTA DI PLUTO deve rimanere lì dove la vedi.

3) essere il migliore amico di quel cucciolo d’uomo.

Caro Shaqui, lui ancora non lo sa, ma tu lo sei già. Non vedi come ti cerca quando trotti in giro per casa? Pensi che non si sia accorto che ogni volta che uscite col passeggino tu gli stai attaccato, quasi da farti male con le ruote? Che non sia reso conto che quando inizia a piangere la prima cosa che vede sia un lungo e grosso muso nero? Secondo te perchè non ha ancora un suo peluche preferito? Perchè sei tu! Certo, forse un po’ troppo grosso da tenere dentro il lettino, e un po’ impossibile da nascondere sotto il cuscino. Ma sei tu la cosa che vuole stringere tra le mani.
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Questo tuo desiderio è già realtà. Avete poco più di un anno di differenza e crescerete insieme: ma per favore: NON COALIZZATEVI CONTRO L’ASPIRAPOLVERE!

Questo è tutto, non credo ci sia altro. Non vedo l’ora di sentirti arrivare, e se posso far qualcosa per te chiedi pure. Bau-Bau, anzi GRRRR GRRRR, con affetto Shaqui

Ecco, giustappunto volevo ricordartelo: se senti qualcuno arrivare il 24 notte sono io! Non sono un ladro nè tanto meno l’omino della pizza. Se vuoi che gli altri non si sveglino non mi devi saltare addosso e placcare tipo quarterback! Non ho più l’età per rimanere indenne ai tuoi “assalti affettivi”. Insomma…non obbligarmi a mettere la divisa d’acciaio.

e infine…c’è una richiesta che vorrei farti. Lo confesso, ho sempre avuto paura dei dobermann perchè sono figlio di una cultura americana dove film su film hanno sempre associato la vostra razza al “NEMICO”, il cane che fa paura e che sta dalla parte dei cattivi. Ma grazie a te ho capito che non è così. Conoscendoti ho capito che non importa quale aspetto tu abbia, non importa se più che a un cane assomigli a  godzilla, a un t-rex  o al cane di Batman. Sei un cane buono, sensibile, capace di stare in mezzo a tante persone, abituato da sempre ad andare ovunque con i tuoi due amici e da qualche mese abituato a stare anche coi bambini, non tutti è vero, solo quelli poco urlanti e rispettosi degli animali. (Ma come darti torto? Io pure preferisco quelli). Chi pensa tu sia cattivo solo per quelle orecchie a punta e quel corpo fiero
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e chi pensa che siccome sei grande debba vivere con la museruola non ti conosce. Lasciali parlare. Sono persone che non sanno. Invece io so…

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So che se ci fossero più bambini ad avere la stessa opportunità che ho avuto io di osservarti e capire che non sei un PERICOLO forse per te questo potrebbe essere un mondo migliore e lo sarebbe pure per loro. Ecco perchè ho una cosa da chiederti: vorrei che tu facessi una delle mie renne. Vorrei volare con te la notte di Natale di modo che se mai ci fosse un bambino ancora sveglio ad osservare dalla finestra vedrebbe una slitta trainata da 9 renne + una: una renna a forma di dobermann. E forse non avrebbe più paura di te.
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Lascerebbe anche per te una carota, ma se preferisci chiedo di lasciarmi una mela. Gli verrebbe voglia di accarezzarti e forse…di iniziare a voler bene anche a quegli animali di cui prima aveva paura a prescindere.

Questo sarebbe il mio desiderio per Natale.

A due condizioni pero: che lasci in pace Rudolph che è maschio dominante come te (ecco forse non vi metto accoppiati) e che se tante volte vedessi un pluto dentro qualche casa non mi fai ribaltare la slitta. Siamo d’accordo?

Ti auguro Buone Feste e oh, quasi dimenticavo, tra pochi giorni fai 2ANNI: BUON COMPLEANNO SHAQUILLE O’NEAL!

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con affetto

Babbo Natale

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Questo post partecipa al progetto di Natale #achristmasproject del blog Amichemamme, una specie di calendario dell’Avvento 2.0 in cui possono partecipare tutti. Per saperne di più e per leggere gli altri post che partecipano al progetto clicca qui.

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UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE

Sono una commessa.

Il 3 novembre dell’anno scorso salutavo i miei colleghi con una lettera e un ominouovo sorridente. Dopo mille peripezie, telefonate all’INPS e discussioni con l’omino del CAAF ero riuscita ad andare in maternità anticipata.

Il 3 novembre, lunedì prossimo, rientrerò. Un anno esatto e no, non l’ho fatto apposta.

Sto cercando di prendere la cosa con filosofia per cercare di alzarmi lunedì con CALMA, DIGNITA’ E CLASSE. Quello che invece accadrà è che mi metterò a piangere battendo i pugni sul pavimento con la stessa crisi isterica di un bambino che non vuole andare a scuola. Sarà così e ne sono sicura.

Non sono una di quelle mamme che non vede l’ora di rientrare al lavoro ma non perchè preferisca fare la mamma o sia preoccupata per Poldino, Lui al NIDO sta benone e ieri la maestra mi ha detto che dorme pochissimo e ride sempre. Ride mentre mangia, ride mentre gli cambiano il pannolino e ride pure mentre gli altri dormono. E se provano a farlo ridere un po’ di meno per timore che gli altri si sveglino lui ride ancora di più. Appena tornata a casa ho controllato se quella polvere bianca che gli ho messo nel biberon sia davvero latte in polvere e non altro…

Non sono una di quelle mamme che non vede l’ora di rientrare al lavoro semplicemente perchè vivo male il lavoro che faccio. Lo faccio nel migliore dei modi, ma lo vivo male. Un lavoro, trovato dopo svariate ricerche (andate a vuoto) nel mio settore di studi. Un lavoro che doveva essere “un lavoretto” in attesa di qualcosa di meglio, ma alla fine, tra crisi, licenziamenti e aziende che chiudevano è diventato il lavoro della mia vita (almeno per ora) e me lo tengo stretto perchè non sono stupida. Solo che….NON VOGLIO tornarci. Mi spiego meglio: non voglio tornare in quel delirante mondo del commercio dove il cliente è la preda e tu lo strumento che serve all’azienda per convincerlo a tutti i costi ad acquistare qualcosa. Quel mondo che se non ne fai parte non puoi comprenderlo davvero. Quel mondo dove non esistono domeniche, non esistono cene in famiglia, e non esistono festività perchè il negozio è SEMPRE APERTO anche per quel cliente che a Natale si annoia e preferisce andare ad annoiasi  in un negozio magari rispondendo alle domande del giornalista natalizio di turno che gli chiede ” SEI A FAVORE DEI NEGOZI APERTI A NATALE?” ” SI, TANTISSIMO, ALMENO POSSO COMPRARMI ANCHE OGGI UNA NUOVA COVER PER IL TELEFONO“. Poveri noi. Povero Occidente. Preferire l’acquisto di un bene di 90esima necessità a una passeggiata al parco, a una torta fatta in casa col figlio che si lancia la farina addosso, a un semplice stare insieme.

Lo sopportavo poco prima, che non ero mamma, e lo sopporterò ancora meno adesso che lo sono. Adesso che ho un figlio, adesso che ho una famiglia e che il tempo a disposizione se prima era sacro ora lo è ancora di più.

Ma COSì è SE VI PARE.

Non sono andata da IKEA ma credo che non abbiano  ancora inventato quei muri che se gratti fanno cascare i soldi. E da quello che so l’Italia non è ancora la Finlandia che fa rientrare le neomamme con un orario part-time lasciando l’altra parte del part-time alla persona che era stata assunta come -sostituzione maternità-. Non siamo ancora in Svezia dove le nursery aziendali sono realtà di tutti i giorni mentre qui sono rose nel deserto. Siamo quel Paese dove ancora si dice ” SANTI NONNI, MENOMALE CHE CI SONO LORO” e poi a quei nonni si abbassa sempre di più la pensione. Siamo quel paese che si galvanizza perchè ha deciso di dare 80 euro al mese alle neo-mamme al posto che migliorare il welfare. Un welfare che anni fa ci invidiavano tutti e che ora potrebbe essere candidato a una maschera per Halloween talmente mette i brividi.

Ma, BANDO ALLE CIANCE (amo dire questa frase, ma soprattutto checazzo sono le ciance?). Avrò tempo per parlare e discutere del mio lavoro. Ora invece vorrei brindare. Brindare a quest’anno passato per metà da donna-pancia e per metà da neo-mamma.

Un anno vissuto “pericolosamente” col mio corpo che cambiava, con mille domande in testa, e dove tutto mi sembrava al tempo stesso improbabile e possibile. In primis il pensiero che dentro di me ci fosse davvero un poldino che stesse prendendo vita.

Un anno che ho vissuto andando a tentativi, leggendo e scoprendo cose di cui ignoravo l’esistenza (ancora ho dei dubbi su cosa siano i coprifasce da neonato).

Un anno in cui ho riscoperto l’atmosfera delle cene “in orario TG”, l’incazzatura di default del lunedì e l’euforia del venerdì. Un anno in cui il weekend era davvero weekend.

Un anno che sembrano 10 da quanto sono cambiata e credo anche invecchiata. Ma un anno di cui vado fiera.

Un anno in cui siamo sempre stati LUI e IO, IO e LUI: Shaqui. Che non capiva bene cosa stesse succedendo e non era uno di quei cani che metteva da subito la testa sulla pancia per sentire i movimenti. L’unica volta che ci ha provato Poldino gli ha dato un calcio. No. Lui era cucciolo e poco gli importava cosa stesse succedendo dentro di me, ma aveva capito che le passeggiate sarebbero state un po’ più lente e seguiva il mio passo. Aveva capito che per raccogliere i suoi bisogni avrei dovuto mettere in pratica le mie doti acrobatiche perche NUN GNA FACEVO. Aveva capito che se mi metteva la pallina tra i piedi senza dirmi niente sarebbe rimasta lì per ore perchè la pancia non me la faceva vedere. Allora abbaiava. Un anno in cui abbiamo scoperto il fantastico PLUTO  e da allora non ce ne siamo più liberati.

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Un anno in cui mi sono resa conto di quante energie nascoste possa avere una persona. Di quanto debole possa essere per una semplice mancanza di sonno. Un anno in cui inventiva, creatività e ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA la fanno da padroni.

Un anno in cui avrei detto che forse avrei aperto un blog e l’ho fatto. Ma anche l’anno in cui mi sarei ripromessa di finire di scrivere un libro e non l’ho fatto. Un anno In cui libri che stavano prendendo polvere sul comodino stanno ancora prendendo polvere sul comodino. Un anno in cui ne ho acquistati altri e li ho divorati.

Un anno che ho dedicato alle persone con cui veramente volevo stare. Un anno in cui ti rendi conto quali colleghe rimangono colleghe e quali erano diventate, col tempo, meravigliose amiche e che quindi avevi bisogno di rivedere.

Un anno che ho sfruttato a pieno ma che che forse avrei potuto sfruttare di più.

Un anno in cui avevo timore di perdere di vista il mio OMINOUOVO  e invece tiè…sono riuscita a non abbandonarlo e farlo diventare uno stile di vita e il primo ad adottarlo è stato proprio Poldino.

Brindo a quest’anno, vissuto “pericolosamente” , in cui da ragazza trallallero trallallà sono diventata mamma trallallero trallallà.

Evviva Poldino. Evviva dire ” BANDO ALLE CIANCE”

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