È ORA

Questa settimana sono stata poco bene. Dapprima ho avuto un po’ di nauesa (ODDIO SONO INCINTA DI NUOVO?) poi sono iniziati i brividi e la febbre (ECCALLÁ: LA PRIMA CONTAGIATA DAL VIRUS EBOLA IN ITALIA) poi tachipirina ed è passato tutto. Stare male con un figlio è completamente diverso dallo stare male senza figlio. Dovrebbero spiegarlo al corso preparto; scordatevi il lettone, il tuo compagno che ti coccola, una camomilla calda e un buon libro. Perchè Poldino mica si mette in stand-by  e ritorna attivo appena ti senti meglio! No no! Lo sapevate che anche se state poco bene lui HA FAME? Eh già! E anche se avete la nausea  ci sarà sempre e comunque un pannolino merdolino da cambiare? Eh si! Poldino aveva il naso tappato da una settimana, non volevo attaccargli anche la mia cosa, qualsiasi cosa fosse, così andavo in giro con una mascherina. E’ stato tenero fargli l’areosol: lui con quella cosa in faccia che faceva tanto pilota tipo Tom Cruise in Top Gun, io che sembravo un’ARIAFOBICA (ariafobica?) GIAPPONESE. Alla fine ne sono uscita fuori …però che fatica. Cro mi ha dato una mano è vero ma la sostanza non cambia: A RIDATEME ER LETTONE!!!

Se potessi tornare indietro nel tempo mi rivivrei meglio quelle INFLUENZONE che volevano dire: stai a casa e fatti coccolare.

Dovrebbe esserci permesso, per una sorta di giustizia divina, poter rivivere il passato con la consapevolezza di ora, per goderci al meglio alcuni momenti e apprezzarne ancora di più il loro valore.

Sono tante le cose che vorrei rivivere:

  • Le influenze, non solo quelle quando ancora siete TU&LUI, ma anche quelle CON LA MAMMA che in quei giorni ti vizia ancora più del solito. Ha sempre un tè caldo pronto da darti, viene a coprirti i piedi scoperti, e se ti senti meglio è già in cucina che prepara il tuo piatto preferito. Eh già: quanto mi manca LA MAMMA quando sto male. Ora la mamma sono io. Sono io che sto dall’altra parte. Tornereri indietro solo per dirle una volta di più “GRAZIE”.
  • Le serate e i viaggi con gli amici. Che in parte ti godevi a pieno in parte c’era sempre qualcosa che ti sfuggiva perchè avevi una voglia matta di andare oltre e guardare al futuro. Sì, non è una cosa brutta guardare al futuro, ma non deve trasformarsi in ansia e ossessione: non sono mai riuscita a godermi a pieno i miei “VENTANNI”. Vorrei tornare  indietro per fermare il mio cervello e godermi quella sensazione di GRUPPO, di TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI, senza pensare al domani. Senza troppe preoccupazioni. Vorrei tornare indietro per proporre una spaghettata a mezzanotte o sfidare amici a NOMI, COSE E CITTà e cazzo se usciva la D non mettevo DOMODOSSOLA, ma DESENZANO. Vorrei tornare indietro per godermi ancora di più certe battute e certe amicizie. Tornare indietro per dare meno spazio a chi dopotutto nemmeno se lo cercava e darne di più a chi, silenziosamente, mi è sempre stato accanto. Tornare indietro per ridire, con una bicchiere di PIÑA COLADA in mano (ero nella fase cocktail): “VI VOGLIO BENE AMICI MIEI”.
  • I viaggi con Lui, Cro. Per godermi a pieno la complicità di sguardi e quell’euforismo da esploratori, anche quando il nostro viaggio era al parco dietro casa. Euforia che si è andata a nascondere da qualche parte in questo momento, forse sotto il cuscino di Poldino. Vorrei tornare indietro e litigare sapendo di avere il tempo, la forza e le energie per poter far pace prima di cena, goderci un film in seconda serata FINO ALLA FINE, e dirgli “CHE DICI, ANDIAMO A LETTO?“. Lo dico ancora adesso, ma a un uomo di 7 mesi.
  • Le lunghe passeggiate con Shaqui quando avevo il pancione. Stavo da DIO. Io e lui. Lui e io. Sì, e un poldino, ma che si autogestiva dentro di me. Vorrei tornare indietro per lanciargli più bastoni da prendere, per fare ancora un km e per dirgli “NO SHAQUI, è ANCORA PRESTO, CAMMINIAMO UN ALTRO PO’” sapendo che dopo mi sarei goduta un luuungo bagno caldo immaginandomi Poldino.
  • vorrei tornare indietro anche a qualche giorno fa, quando stavo male e mi lamentavo. Per poter accorgermi che anche se Poldino non stava bene, tutto raffreddato, era lì che mi osservava e rideva. Non avevo fatto niente, anzi, mi stavo lamentando. Ma lui era lì, che giocava col NULLA come solo lui sa fare, poi mi guardava e rideva. Vorrei tornare indietro per dirgli “SEI LA MIA NUOVA MEDICINA“.

Sarebbe bello tornare indietro e rivivere le cose con la consapevolezza di adesso.

MA FORSE NO.

Forse è bello pensare semplicemente che rivivresti tutto esattamente come hai fatto… per poi arrivare a ORA.

ORA che ci rifletti, ORA che sorridi in modo così malinconico…ORA che ti stai rendendo conto di tutto è arrivato il tempo di dirti “È ORA CHE PUOI FARE QUALCOSA! E’ ora che puoi ringraziare tua mamma, abbracciare un’amica, baciare CRO inaspettatamente, giocare col NULLA con Poldino ed uscire tutti insieme per LANCIARE BASTONI  a Shaqui! Quindi muoviti, alzati e fallo!

SHAQUI HO DETTO BASTONIIIIIIII! No, lascia quel Chihuaua, non è Pluto!

Evviva Poldino. Evviva il lettone. Evviva la città con la D che non è Domodossola ma Desenzano.